Barbara Baroni recensisce “Imagine” su Il Tirreno

“Imagine”, viaggio dentro la canzone-simbolo

«Ho pensato fosse giunta l’ora di rendere un po’ più fragili i pilastri di quei versi universalmente riconosciuti come religione civile». Con queste parole l’editore e autore David Nieri spiega il motivo della recente pubblicazione del libro “Imagine. Utopia o nichilismo?”. Nieri non è tipo da farsi abbindolare da stereotipi, pregiudizi o false questioni, ed è per questo che ha messo in piedi una piccola casa editrice indipendente (La Vela, a Viareggio) che accoglie progetti editoriali che sicuramente faranno discutere ma che, altrettanto sicuramente, sono capaci di dare nuovi strumenti per riflettere e approfondire le diverse tematiche che ha scelto di affrontare. Appassionato di musica da sempre, forse è proprio da lì che David Nieri ha deciso di partire per scuotere il lassismo e il pensiero dominante: «La musica è una parte importantissima della mia vita, fin da quando ero piccolo – racconta – Un modo per rincorrere le giornate in attesa dell’uscita del nuovo album di un artista amato, la colonna sonora delle mie stagioni e del mio percorso. Ma la musica intesa come verso poetico, come melodia, anche come intrattenimento, se vogliamo. Ho sempre nutrito dubbi e scetticismo sulla musica nelle sue declinazioni “rivoluzionarie”, pur apprezzandone moltissimo le istanze sociali e i suoi significati politici, quando sinceri. Ma il rock spesso ha creato illusioni, adorazioni e fanatismi costruiti sull’eccesso, dimenticando, in un certo senso, la sua funzione comunicativa. Rivoluzione, ribellione: se guardiamo le star di oggi, sembra invece che si preoccupino di gratificare il potere anziché il contrario, e questo ci fa pensare inevitabilmente alle strategie di marketing delle major discografiche, incentrate sul consenso, quindi sul riscontro economico di massa».

Una prima versione del libro “Imagine. Utopia o nichilismo?” è stata pubblicata nel 2010 all’interno di una collana, “Le canzoni della nostra vita”, da un editore di Arezzo: «Si trattava di una lettura edulcorata della canzone, diciamo politicamente corretta – spiega Nieri – avendone riacquistato i diritti, ho deciso di pubblicarlo per la mia casa editrice al netto degli stereotipi che da quasi cinquant’anni caratterizzano questo inno pacifista certamente importante, ma chiaro simbolo di un passaggio di consegne epocale. Anche alla luce degli ultimi tristi avvenimenti che hanno riaperto un dibattito mai sopito – con l’esecuzione di “Imagine” al pianoforte davanti al Bataclan di Parigi dopo l’attentato”. Il libro non è solo un percorso dentro Imagine,
ma un viaggio nella storia, nella cultura degli anni Sessanta e Settanta: i Beatles, e soprattutto Lennon, vengono messi a confronto con una società che ondeggiava tra grandi ideali, nausee esistenzialiste, rivoluzioni ma soprattutto rivoluzionari alla moda e s. prazzi di vita on the road.

Barbara Baroni

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