Saulle Panizza su Il Tirreno

In giorni in cui non si fa altro che discutere del referendum costituzionale, voglio segnalare un libro che aiuta a capire di cosa stiamo parlando. Lo ha scritto Saulle Panizza, professore ordinario di diritto costituzionale all’Università di Pisa, che ho avuto il piacere di conoscere quando il professor Luigi Puccini mi ha invitato a moderare un dibattito sul voto del 4 dicembre, dibattito organizzato all’Iti Marconi di Pontedera per gli studenti del quinto anno e a cui ha partecipato (per il fronte del Sì) anche l’avvocato Mario Iannella. Il libro di Panizza (“Tu chiamala, se vuoi, revisione”, La Vela, 9 euro) è – come si legge sulla copertina – “il dizionario istituzionale al tempo della riforma Renzi-Boschi”. Spiega l’autore: “Un centinaio di espressioni, 95 per la precisione, come le tesi di Lutero, ma il riferimento numerico non è stato voluto ed è puramente casuale (anche se, trattandosi di riforma …). Un insieme di parole e locuzioni che costituiscono, dalla A alla Z, una sorta di dizionario istituzionale, con il quale provare a spiegare i concetti chiave della Parte II della Costituzione italiana, dedicata all’ordinamento della Repubblica e dunque all’organizzazione e al funzionamento delle nostre Istituzioni. Il tutto in un momento particolare, in qualche modo a metà strada tra il testo vigente allorché si scrive (agosto 2016) e quello che potrebbe diventare se il referendum popolare dovesse confermare le modifiche votate dal Parlamento con la legge costituzionale recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016”.

“Su questo tentativo di riforma, che riguarda 47 articoli dei 139 di cui si compone la nostra Costituzione, 46 dei quali della Parte II, molto si è detto e scritto – afferma il professor Panizza – Il dibattito è stato acceso, le contrapposizioni spesso laceranti, anche nella categoria cui chi scrive appartiene, quella dei costituzionalisti. Si è anche posto in dubbio, non senza ragioni, che ci si collochi all’interno del concetto di revisione di cui all’articolo 138 della Costituzione. Da qui il titolo scelto, che non vuole avere accenti inutilmente polemici – ognuno ha diritto di formarsi la propria convinzione, così come di mantenerla o di cambiarla, possibilmente sempre senza infingimenti – ma evocare l’ispirazione in fondo tollerante alla base di quei versi. Avvicinandosi al momento del voto, da più parti si è auspicato un confronto sul merito della riforma e il mio volume parte da lì. Ogni concetto è spiegato, in sintesi naturalmente, alla luce dell’esperienza di quasi settant’anni di vita repubblicana. Se su di esso interviene il testo di riforma, si dà conto, evidenziandole, delle modifiche apportate, del loro significato e delle eventuali criticità”.

Sia chiaro: Panizza – lo ha fatto capire anche al dibattito con gli studenti – è con il fronte del No. Ma ciò nulla toglie al valore (scientifico e insieme divulgativo) del suo libro che mantiene la promessa.

Ovvero, come afferma l’autore, “in chi abbia già basi di educazione civica o costituzionale, il testo vorrebbe consolidarle e offrirsi come una prima interpretazione del cambiamento che potrebbe derivare in caso di prevalenza dei “sì” nel referendum. Ma anche in chi affronti questi temi senza basi pregresse, esso può auspicabilmente contribuire al formarsi di uno spirito critico, consentendo a ciascuno di farsi un’idea, quasi plastica, delle direttrici e dell’impatto del testo di riforma”.

Segnalazione di Luca Daddi sul suo blog personale pubblicato da Il Tirreno.

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